La Mancina
La Mancina

Nel 1877 fu collocata  sulla punta estrema del Pontile caricatore di Forte dei Marmi una potente gru di ferro massiccio della portata di 12 tonnellate: la Mancina. Così chiamata perché girava solo sulla sinistra per deporre i pesi nelle stive dei bastimenti da entrambe le parti del pontile, in particolare i blocchi di marmo provenienti dalle Alpi Apuane. “Che traffico intorno a quel ponte! E’ un continuo andi rivieni di navicelli, di carri pieni di marmi, di uomini. Su tutti domina la Mancina” (G. Giannelli, “La Bibbia del Forte dei Marmi”, Ed. Versilia Oggi, anno). Nel settembre 1943, con l’occupazione delle forze armate tedesche, il Pontile caricatore fu abbattuto perchè considerato possibile appoggio nell’eventualità di uno sbarco delle truppe alleate. Tutto, salvo alcuni pali, colò a picco nel mare assieme alla Mancina al cui recupero si pose mano nel settembre 1986. Furono i sub Giuseppe Lottini ed Enrico Boncompagni a realizzare tale operazione, ma dopo un iniziale entusiasmo i resti vennero abbandonati in un padule nelle vicinanze del Brentino. Solo il 24 novembre 1993 il Presidente dell’Associazione dei lavoratori del mare Giuseppe Foffa riprese l’iniziativa con l’intenzione di realizzare un monumento alla Mancina , strumento che per 66 anni era stato indispensabile all’economia del paese. Tra i promotori Emilio Barberi, i capitani Ettore Polacci e Galliano Raffaelli e il marittimo Luciano Figlié, detto Papetto. Dopo una sottoscrizione popolare, su progetto dell’architetto Tito Salvatori, il primo maggio 1995 il monumento alto 5 metri fu inaugurato a destra dell’incrocio tra via Spinetti e il viale a mare davanti alla Piazza Navari di fronte al Pontile. Il basamento, formato da un cubo di marmo bianco alto 1,60 metri, venne posto in opera dal costruttore Enio Bazzichi. Il monumento unisce i vari reperti, semidistrutti e spezzati. Nel basamento sono incastonati tre bassorilievi di marmo bianco, opera dello scultore Rino Giannini, che illustrano l’arduo lavoro del trasporto dei marmi dalle cave al mare.  Attualmente il monumento ai lavoratori del mare è collocato nella Piazza dedicata ai lavoratori del mare.


In 1877, a powerful iron crane, with a capacity of 12 tons, was set at the end of the loading pier of Forte dei Marmi: The “Mancina”. It was so named because it rotated only to the left-side to load goods on the ships, especially marble blocks from the Apuan Alps.
What a traffic around the Pier! There is a continual coming and going of ships, marble blocks and men. Everything is dominated by the Mancina.” ( from the book “La Bibbia di Forte dei Marmi” by Giorgio Giannelli, Versilia Oggi Publishing House).
In September 1943, during the occupation of the German army, the pier was completely destroyed because it was considered a good point where the allied troops could land.
The recovery of the “Mancina” began in September 1986 thanks to the divers G. Lottini and E. Boncompagni but this first attempt failed and the remains were abandoned in a swamp nearby Brentino. On 24th November 1993, the President of the Seaworkers’ Association, G. Foffa, made the operations of recovery resumed in order to build a memorial to the “Mancina”, which was indispensable for the economic development of the town. Among the promoters: E. Barberi, the Captains E. Polacci and G. Raffaelli, and the sailor L. Figlié, known as Papetto.
Projected by the architect T. Salvatori, the 5 meters high memorial was inaugurated on 1st May 1995; it was placed on the right-side of the crossroads between via Spinetti and viale Italico, in front of the Pier. The builder E. Bazzichi put a 1.60 meters high marble base. The monument was made up of various finds, partly destroyed and broken. Three white marble bas-reliefs were set in the basement by the sculptor R. Giannini. They illustrate how hard the work was to carry the marble blocks from the quarries to the sea was.
Nowadays the Memorial is placed in the square dedicated to the Seaworkers, Piazza Lavoratori del Mare.
 
 
Forte dei Marmi
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