Walter Lazzaro: Approdi silenti & Donne di carta
12/07/2014 - 28/07/2014
Walter Lazzaro: Approdi silenti & Donne di carta

La mostra antologica “Approdi silenti” che il Comune di Forte dei Marmi dedica a Walter Lazzaro in occasione del centenario della sua nascita rappresenta un excursus della sua vita d’uomo e d’artista. All’iniziale modo di dipingere e ai soggetti paesaggistici e di figura che animano le opere di Lazzaro fino agli anni ’40 fanno seguito, in quelli successivi, solo soggetti “marini”: barche, capanni, ombrelloni, spiagge solatie e cieli trascoloranti. E una totale assenza di figure umane. La deportazione di Lazzaro nei due campi concentrazionari di Biala Podlaska e di Langwasser ha segnato la sua esistenza e la sua produzione artistica. Troppa sofferenza aveva visto negli uomini. Nella seconda “fase” della sua pittura grande importanza ha avuto la scelta di Forte dei Marmi come “luogo del cuore”. L’acqua (il mare) come elemento catartico, la barca come scialuppa di vita, l’infinito come elemento meditativo, il silenzio come condizione per riflettere e la sinteticità delle forme come raggiungimento dell’essenziale testimoniano un ritrovato equilibrio dell’Artista con se stesso e con la vita. ----------------------- DONNEDICARTA : UNA MOSTRA CONTRO L’esposizione del corpus di trenta disegni che Walter Lazzaro ha realizzato in vari periodi del suo iter artistico e con tecniche differenti, situata al piano terra del Fortino, introduce l’antologica del Maestro (al primo piano) realizzata in occasione del centenario della sua nascita. Donnedicarta è una mostra dai contenuti e dai significati forti. E non tragga in inganno il titolo : non è l’elogio della fragilità femminile, fragile è soltanto il supporto (la carta, appunto) utilizzato da Lazzaro per fissare le immagini. Volutamente sono stati scelti dei “nudi”: alcuni esili e sintetici, altri dalle forme più sinuose e morbide ma che non concedono nulla alla volgarità. Figure femminili immote testimoni di bellezza e di essenzialità corporea e spirituale. Questa mostra vuol essere messaggio che riafferma la dignità della donna in ogni momento, aspetto, stagione della vita contro tutti i soprusi e gli orrori – fino al femminicidio –contro essa perpetrato. Perché il silenzio culturale non si aggiunga alle ferite.
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