CONFERENZA “PSICANALISI DI UN UOMO DI MARMO: IL MOSÈ DI MICHELANGELO NELL’INDAGINE DI FREUD” DEL PROFESSOR MARINO ROSSO
10/11/2018
CONFERENZA “PSICANALISI DI UN UOMO DI MARMO: IL MOSÈ DI MICHELANGELO NELL’INDAGINE DI FREUD” DEL PROFESSOR MARINO ROSSO

A VILLA BERTELLI L’ARTE DI MICHELANGELO INCONTRA LA PSICOANALISI, CON LA CONFERENZA “PSICANALISI DI UN UOMO DI MARMO: IL MOSÈ DI MICHELANGELO NELL’INDAGINE DI FREUD” DEL PROFESSOR MARINO ROSSO, NELL’AMBITO DELLE CELEBRAZIONI DEI 500 ANNI DELLA VENUTA DI MICHELANGELO IN VERSILIA. APPUNTAMENTO SABATO 10 NOVEMBRE, ALLE ORE 18.00. INGRESSO LIBERO
“Perché non parli?”: questa la domanda che Michelangelo rivolse alla sua scultura in marmo rappresentante Mosè, una volta terminata, nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. Un interrogativo scaturito dalla perfezione della statua, che colpì, molti secoli dopo, un grande protagonista del XX secolo quale Sigmund Freud. E proprio lo stretto legame tra l’arte di Michelangelo, il suo capolavoro e la riflessione di Freud saranno al centro della conferenza ad ingresso libero “Psicanalisi di un uomo di marmo: il Mosè di Michelangelo nell’indagine di Freud”, tenuta dal professor Marino Rossi. Organizzato dall’Assessorato alla Cultura di Forte dei Marmi in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli, l’incontro è previsto per sabato 10 novembre alle ore 18.00, presso il Giardino d’Inverno di Villa Bertelli. L’evento rientra negli appuntamenti promossi per le celebrazioni del 500esimo anniversario della venuta di Michelangelo in Versilia, portate avanti dai Comuni di Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema.
Marino Rosso, già docente di Filosofia del linguaggio presso l'Università di Firenze, intratterrà il pubblico parlando del rapporto tra il fondatore della psicoanalisi ed il Mosè michelangiolesco, ammirato per la prima volta nel 1901: Freud ne rimase talmente estasiato da non farsi mai mancare una visita all’opera, ogni volta che si trovava a Roma. Tanto più che il soggetto lo interessava in maniera viscerale: anni di studio e di riflessione portarono al saggio del 1913 “Il Mosè di Michelangelo”, straordinaria interpretazione psicoanalitica dell’opera del genio fiorentino, e a “L'uomo Mosè e la religione monoteistica”, scritto tra il 1934 e il 1938 e pubblicato l’anno seguente. 
MARINO ROSSO ha insegnato Filosofia del linguaggio nelle Facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Si è occupato prevalentemente del pensiero di Wittgenstein, autore di cui ha tradotto e commentato le Osservazioni filosofiche. Altri oggetti privilegiati dei suoi studi: la psicologia del profondo di Freud e Jung, la fenomenologia di Husserl e le filosofie classiche dell’India e della Cina. Attualmente svolge cicli di lezioni nei licei fiorentini e prosegue la sua collaborazione con il gruppo di Quinto Alto, nel cui ambito tiene da molti anni periodici incontri presso il Gabinetto Viesseux di Palazzo Strozzi.