Domenica 24 febbraio, alle ore 10,00 l'inaugurazione ufficiale della rotatoria Via G.B. Vico – Via XX Settembre e della statua Venere donata dall'artista Massimiliano Pelletti.
24/02/2019
Domenica 24 febbraio, alle ore 10,00 l'inaugurazione ufficiale della rotatoria Via G.B. Vico – Via XX Settembre e della statua Venere donata dall'artista Massimiliano Pelletti.

Si conclude domenica 24 febbraio un percorso che ha visto Forte dei Marmi finalmente dotarsi della rotatoria tra via Giovan Battista Vico e via XX Settembre e i cui benefici di miglioramento della viabilità sono stati già ampiamente sperimentati e sotto gli occhi di tutti. L'Amministrazione poi prima di procedere all'inaugurazione ufficiale, ha voluto dotare l'area della rotonda di tutti gli strumenti necessari per la sua funzionalità, tra cui due telecamere di videosorveglienza.
La manutenzione e la cura del verde saranno curate dalle ditte Biagi Nicola Servizi Ecologici e Cicli Maggi che hanno deciso di adottare l'area.
E così domenica prossima alle ore 10.00 si terrà una piccola ma significativa cerimonia che vedrà un doppio taglio del nastro, quello per la rotonda e quello per l'imponente statua “Venere” di marmo e intarsi marmorei che l'artista Massimiliano Pelletti ha voluto donare alla città di Forte dei Marmi.
Le rotatorie negli ultimi anni sono diventati luoghi ideali per opere d’arte contemporanea. Accanto a questi nuovi spazi sono cambiati però anche i temi, non più personaggi della storia nazionale, non più eventi eroici o tragici della città, non più rappresentazioni di ideali o di virtù civiche ma prodotti del territorio. Quei materiali che hanno contribuito nel tempo a determinare il benessere economico della popolazione residente e che hanno segnato un tratto dell’identità che si vuole affermare, spesso recuperandola dal passato.
L’opera pensata dallo scultore Massimiliano Pelletti per la nuova rotatoria, rientra nel pensiero di un’operazione appositamente studiata per la città di Forte dei Marmi, una Venere in marmo con intarsi marmorei che raffigurano una ramificazione corallina che le scorre lungo il corpo. La scelta di una divinità classica come la dea romana Venere, riflette l’importanza del mare come luogo leggendario della nascita del soggetto mitologico e della stessa città di Forte dei Marmi. Il miglior materiale per realizzare quest’opera non poteva che essere il marmo secondo l’idea dell’artista, che oltre a dare una rappresentazione formale grazie alla tecnica scultorea, ha voluto inserire anche la sapiente storia dell’intarsio in marmo quale elemento significativo del mare. Il basamento in cemento armato e acciaio corten è stato disegnato dall’artista come parte integrante del progetto, un omaggio all’architetto Franco Albini e ai suoi restauri museali che rafforza questa idea di monumentalità in un’ottica di continua sperimentazione e rimando culturale. 
Una scultura che prende come modello una venere di Fidia e che riallaccia un dialogo con Michelangelo nel 500° anniversario della sua presenza nella nostra terra di Versilia, un incontro magico fra i due geni artistici, i più significativi della cultura artistica greca e italiana che, pur nella distanza storica, sembrano essere legati da un ideale filo conduttore, che attraversa e supera le barriere convenzionali del tempo e che si attualizza nella contemporanea ricerca artistica di Massimiliano Pelletti.
Il progetto è stato curato da Enrico Mattei e la donazione alla città di Forte dei Marmi è stata resa possibile grazie agli sponsor tecnici che hanno prodotto l’opera: la scultura è stata realizzata dallo Studio Massimo Galleni con marmo delle Cave Carcaraia nel Comune di Vagli in concessione alla Ditta Bonotti.  Credits Fotografici: Silvio Pennesi
 
Massimiliano Pelletti è nato nel 1975 a Pietrasanta, città in cui attualmente vive e lavora. Compie  gli studi presso il Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta e la Facoltà di Filosofia dell’Università di Pisa, e contemporaneamente sin da bambino all’interno del laboratorio artigianale di famiglia, apprende dal nonno Mario le prime tecniche di lavorazione del marmo. Esordisce come artista nel 2006 vincendo la partecipazione alla XII Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, da lì si susseguono una serie di mostre collettive e personali, italiane ed estere, come la Biennale d’Alessandria d’Egitto e la partecipazione al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia. Ottiene diverse pubblicazioni e articoli su magazine di arte contemporanea, vince la partecipazione ad importanti premi d’arte tra cui , nel 2014, il premio della Fondazione Henraux. Ha esposto in vari musei tra i quali Villa Croce e Sant’Agostino di Genova, Abbazia di San Zeno a Pisa, Tempio di Adriano a Roma, Castel S. Elmo di Napoli, Università della Sapienza di Roma, Museo Pecci di Prato, Museo Civico Paolo Giovio di Como, Palazzo RISO Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Museo Ebraico di Bologna, Changwon Sculpture Biennale in Korea del Sud, alla Mole Vanvitelliana di Ancona e Fondazione Ragghianti di Lucca per la mostra «Il passo sospeso. Esplorazioni del limite».